Fertilizzanti

CINQUE FASI CINQUE ESIGENZE

Un prato sempre folto, verde e resistente è il punto di partenza per un giardino verde e fiorito tutto l’anno. Il prato verde, inoltre, aiuta anche l’ambiente: il manto erboso infatti, svolge una importante funzione di raccolta dell’acqua piovana, che viene filtrata dalla zolla erbosa, assorbita dal suolo e incanalata alle falde idriche sotterranee. Prima di partire con la coltivazione del prato, bisogna tenere conto della stagionalità: il momento migliore per seminare e coltivare il prato è tra settembre e ottobre: non solo perché si esce dall’estate, momento durante il quale il prato è maggiormente soggetto allo stress climatico, ma anche perché così facendo i semi avranno tempo fino a primavera per attecchire e rendersi resistenti.

Fasi Climatiche

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Risveglio vegetativo

In questa fase, con il repentino allungarsi delle ore di luminosità disponibile e con la temperatura che cresce inesorabilmente, il tappeto erboso necessita di elementi nutritivi di prim’ordine e pronta assimilazione: obiettivo principale, infatti, è agganciare quanto prima il pieno ripristino delle funzioni metaboliche alla ripresa climatica. Solo apportando le corrette unità fertilizzanti agevoleremo questo processo di “risveglio”, assicurando il giusto rinverdimento e l’eccellenza qualitativa del nostro tappeto erboso sin dai primi momenti dell’anno. Un rapido risveglio è inoltre fondamentale quale garanzia di veloce chiusura ed infi ttimento del manto dopo il naturale diradamento invernale, contribuendo così a sbarrare l’ingresso alle infestanti primaverili. Da non sottovalutare un altro tema importante, affrontabile con successo tramite una corretta nutrizione: le malattie fungine del periodo si sviluppano principalmente approfi ttando del delicato momento fi siologico attraversato dalle nostre piante; la migliore prevenzione passa quindi attraverso la distribuzione di fertilizzanti studiati appositamente per il loro rinforzo. Nell’uno e nell’altro caso (infestanti o patogeni), il contenimento del rischio potenziale equivale a limitare o annullare eventuali trattamenti diserbanti e anticrittogamici, a tutto vantaggio dell’ambiente, dei costi di gestione e della soddisfazione finale del cliente.

GENNAIO / MARZO
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Consolidamento

I mesi primaverili sono i mesi della crescita e del massimo rigoglio vegetativo. Il clima è quanto di meglio si possa chiedere: piovosità garantita, temperature medie ideali, luminosità che si porta gradualmente al picco annuale di durata e intensità. Dal punto di vista manutentivo, il periodo più semplice da affrontare. Le condizioni favorevoli potrebbero però rappresentare un’arma a doppio taglio: questo è infatti il momento del consolidamento del nostro manto erboso, quello in cui, nel bene o nel male, verranno sviluppate le caratteristiche morfologiche e metaboliche che ne condizioneranno la vita per le stagioni a venire. Vincente diventa quindi l’apporto di nutrienti che ne evitino la crescita incontrollata, a favore della ricerca di un equilibrio in salute e dimensione della pianta. Specifi che analisi di laboratorio su campioni fogliari o di terreno ci consentiranno di sopperire ad eventuali carenze, elaborando un nuovo piano fertilizzante ad hoc. In assenza di squilibri particolari, è comunque consigliabile la distribuzione di metà della parte di fosforo programmata per l’intero anno.

MARZO / MAGGIO
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Tempo di stress

In questa fase, con il repentino allungarsi delle ore di luminosità disponibile e con la temperatura che cresce inesorabilmente, il tappeto erboso necessita di elementi nutritivi di prim’ordine e pronta assimilazione: obiettivo principale, infatti, è agganciare quanto prima il pieno ripristino delle funzioni metaboliche alla ripresa climatica. Con il mese di maggio si apre il periodo più rischioso e stressante per il nostro tappeto erboso in microterme. Nel tentativo di superare indenni l’elevata traspirazione indotta dalle alte temperature ed il rischio correlato di appassimento, le piantine d’erba regolano il proprio saldo idrico con chiusure cicliche delle aperture stomatiche, rallentando inevitabilmente fotosintesi e crescita, nonché la propria capacità di difesa. Se a ciò aggiungiamo che la necessaria opera d’irrigazione contribuisce a fornire una delle due condizioni utili ad innescare il rischio di attacco fungino (ovvero l’umidità al suolo, mentre l’altra è naturalmente la temperatura, tipica del periodo), comprendiamo quanto i mesi estivi risultino essere i più delicati nell’intero anno. Ciò premesso, il piano fertilizzante prediligerà l’apporto in potassio, elemento che condiziona positivamente la capacità di suzione, regolando la dinamica d’apertura e chiusura stomatica ed il potenziale idrico radicale. Per contro, dovrà essere eliminato l’azoto prontamente solubile (potenziale “innesco” di attacchi fungini) ed il fosforo, che altrimenti agevolerebbe la radicazione delle infestanti annuali o perenni.

MAGGIO / AGOSTO
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Rigenerazione

Al termine dello stress estivo, è tempo di pulizia del manto e sua rigenerazione. La prima si occuperà di eliminare il materiale senescente, presente in quantità quale conseguenza dei mesi di sofferenza, mentre la seconda sfrutterà il clima ormai favorevole, sopperendo al calo naturale di ceppi vegetativi con trasemine di sementi elette. Temperature e precipitazioni autunnali favoriranno il repentino ripristino delle migliori caratteristiche estetiche e di fruibilità del nostro tappeto erboso, permettendo anche alle giovani piantine di maturare con forza prima della dormienza invernale. In questo periodo il piano fertilizzante prevede la distribuzione di materiale già utilizzato in primavera, incontrandosi condizioni climatiche in fondo analoghe ed anche la necessità di sostenere la radicazione del seminato (ecco apportata la seconda metà della quantità di fosforo programmato per l’intero anno). L’accortezza manutentiva potrà essere tendente a contenere una crescita del manto altrimenti eccessiva, cercando di mantenere le corrette cadenze di taglio ed evitando l’utilizzo di fertilizzanti privi di equilibrio nella cessione degli elementi nutritivi.

AGOSTO / OTTOBRE
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Preparazione alla dormienza

Pur se all’inverso, il periodo invernale vedrà riproporsi picchi termici e scompensi in evapotraspirazione analoghi a quelli estivi e quindi con effetti altrettanto stressanti. Per certi versi, la soluzione può essere la stessa adottata prima dei grandi caldi, poiché anche in questo caso l’elemento potassio si rivela essere elemento preziosissimo per superare al meglio le insidie termiche e idriche. Ma attenzione: a differenza della fase estiva, non possiamo dimenticare di garantire l’accumulo di riserve nutritive alle radici per permettere un pronto risveglio primaverile; un corretto apporto di azoto, inoltre, aiuterà le giovani piantine (nate dalla rigenerazione tardo estiva) a raggiungere una giusta maturazione pre-invernale. Il concetto di “corretto apporto d’azoto” dovrebbe seguire il lento abbassamento delle temperature e del numero di ore luminose utili alla fotosintesi, nell’avvicinarsi ai mesi di dicembre e gennaio; da qui la possibilità di utilizzare uno schema nutritivo che potremmo riproporre, per motivazioni opposte, alla ripresa vegetativa.

OTTOBRE / GENNAIO